Cecilia Catanzariti*
Master in Criminologia e Criminalistica ADSUM
Mail: ceciliacatanzariti@yahoo.it
Premessa
Perché porre l’attenzione sulla emulazione dei social media nei comportamenti?
Porre attenzione sull’emulazione dei social nei comportamenti è importante perché i social media hanno un impatto significativo su come le persone interagiscono, si percepiscono e si comportano nella vita quotidiana. Le piattaforme social possono influenzare le norme sociali, le aspettative e le tendenze, portando a comportamenti che possono essere sia positivi che negativi, ma che spesso non si ha la giusta consapevolezza di averli adottati
Ad esempio, l’emulazione di comportamenti visti online può incoraggiare la creatività e l’autoespressione, ma può anche portare a pressioni sociali, confronti malsani e comportamenti a rischio. Comprendere questo fenomeno aiuta a promuovere una consapevolezza critica e a sviluppare strategie per un uso più sano e positivo dei social media. In questo modo, possiamo favorire interazioni più autentiche e significative nella nostra vita quotidiana.
Il tema dell’influenza dei social media sui comportamenti è estremamente rilevante per diversi motivi. Innanzitutto, i social media sono diventati una parte integrante della nostra vita quotidiana, direi quasi fondamentale, a volte esclusiva. Li utilizziamo per comunicare, per informarci, ma più spesso per intrattenerci, ciò significa che le piattaforme sociali hanno un impatto significativo su come percepiamo il mondo, su come interagiamo con gli altri e anche con noi stessi. Di conseguenza i social media possono influenzare le nostre opinioni, le nostre scelte e persino il nostro stato d’animo, aspetto quest’ultimo che viene spesso sottovalutato. Le informazioni e le immagini che vediamo possono creare aspettative irrealistiche, influenzare la nostra autostima e determinare le nostre decisioni. Ad esempio, le campagne pubblicitarie e i contenuti sponsorizzati possono spingerci a comprare prodotti o adottare stili di vita che altrimenti non avremmo mai preso in considerazione. Inoltre, i social media possono anche fungere da amplificatori per movimenti sociali e cause importanti, permettendo a voci diverse di farsi sentire e creando una maggiore consapevolezza su questioni rilevanti. Tuttavia, possono anche diffondere disinformazione e polarizzare le opinioni, rendendo essenziale un uso critico e consapevole di queste piattaforme.
I social media possono influenzare i nostri comportamenti in vari modi. Innanzitutto, creano un ambiente in cui le interazioni sociali sono amplificate, portando a una maggiore esposizione a opinioni e stili di vita diversi. Questo può farci sentire la pressione di conformarci a determinati standard o tendenze. A farci sentire parte di un contesto di cui non faremmo parte se non fosse per questa grande “scatola dell’emulazioni” per esempio quando qualcuno pubblica un contenuto popolare, come una danza o una sfida, altri utenti possono sentirsi spinti a replicarlo, creando così un ciclo di emulazione. Questo aspetto è comune su piattaforme come TikTok e Instagram, dove le tendenze si diffondono rapidamente.
Inoltre, gli algoritmi dei social media sono progettati per mostrare contenuti che ci interessano, ma possono anche rinforzare le nostre convinzioni esistenti, creando una sorta di “camera d’eco”. Questo può influenzare le nostre opinioni e decisioni, portandoci a comportamenti che potremmo non avere adottato altrimenti. L’uso di notifiche e premi sociali, come “mi piace” (icona accattivante del cuoricino che amplifica il sentimento di piacere e approvazione) e commenti, può attivare il nostro sistema di ricompensa, rendendo più probabile che ci impegniamo in comportamenti che ci portano a ricevere approvazione online. In questo modo, i social media possono modellare le nostre azioni e interazioni quotidiane, a tal punto che nei comportamenti emozionali ci sentiamo capiti, accolti, supportati tanto da rendere pubblica la vita privata, anche quella più intima.
Manipolazione Comportamentale: come si manifesta nei contesti social.
La manipolazione comportamentale si riferisce a tecniche o strategie utilizzate per influenzare il comportamento di una persona in modo da ottenere un certo risultato. Questo può avvenire attraverso vari mezzi, come la persuasione, la pressione sociale o la manipolazione emotiva. Queste dinamiche, poiché possono influenzare le relazioni e le decisioni in modi che non sempre sono evidenti, bisogna porre la giusta attenzione soprattutto se si verificano attraverso i media che hanno una capacità amplificata.
Meccanismi di Emulazione: come le persone tendono a emulare comportamenti visti sui social e quali fattori influenzano l’emulazione.
L’emulazione dei comportamenti proposti dai social media è un fenomeno interessante. Spesso, le persone tendono a imitare le tendenze, le sfide o i comportamenti che vedono online, sia per cercare approvazione sociale che per sentirsi parte di una comunità. Questo può includere tutto, dalle mode e dai modi di parlare, fino a stili di vita e valori. È importante comprendere come queste influenze possono impattare la nostra vita reale e le nostre relazioni. L’emulazione può avere un impatto significativo sui comportamenti di minori e adolescenti. Quando i giovani osservano e imitano le azioni, le parole e le attitudini di adulti, coetanei o personaggi dei media, possono sviluppare comportamenti simili. Il processo di emulazione può influenzare vari aspetti della loro vita, come le relazioni sociali, le scelte di vita e le attitudini verso l’educazione, la salute e la sfera emotiva/relazionale.
L’emulazione comportamentale nei ragazzi può avere un impatto profondo sulla loro sfera emotiva e relazionale, alcuni aspetti sarebbero da considerare quali: l’Identità e l’autostima nella ricerca e/o costruzione della propria identità si tende molto spesso a emulare comportamenti che vedono come desiderabili o di successo. Questo può influenzare la loro autostima; se si sentono accettati e apprezzati per i comportamenti che imitano, la loro autostima può aumentare. Se, invece, si sentono inadeguati rispetto agli standard che vedono online, possono sviluppare insicurezze. Relazioni sociali: L’emulazione può influenzare le dinamiche relazionali. Se un ragazzo, per esempio, imita comportamenti di gruppo, come le mode o le tendenze, può sentirsi più integrato e accettato. Questi comportamenti, se non natura ma indotti “forzatamente” da emozioni negative possono anche portare a pressioni per conformarsi, che potrebbero danneggiare le relazioni se si sentono costretti a comportarsi in modi che non rispecchiano la loro vera personalità. Gestione delle emozioni: I modelli comportamentali che i ragazzi emulano possono influenzare il modo in cui gestiscono le emozioni. Se vedono comportamenti di gestione delle emozioni poco salutari, come l’aggressività o l’evitamento, potrebbero adottarli. Al contrario, modelli positivi possono insegnare loro a esprimere le emozioni in modo sano e costruttivo. Sempre più spesso si assiste a manifestazioni comportamentali con elevati livelli di rabbia, ad abbassamento dei sentimenti di gioia e sorpresa che lasciano più spazio alla tristezza, all’appiattimento del livello di paura. Aspettative relazionali: I ragazzi possono emulare comportamenti che vedono nelle relazioni romantiche o amicali sui social media, creando aspettative irrealistiche. Questo può portare a delusioni o conflitti nelle loro relazioni reali, se le loro esperienze non corrispondono a ciò che hanno visto online. Questo comportamento si sta evidenziando anche nelle generazioni adulte. Empatia e comportamentopro sociale: l’emulazione di comportamenti positivi, come la gentilezza e l’altruismo, possono promuovere relazioni più sane e una maggiore empatia. Le persone che vedono modelli di comportamento pro sociale possono essere ispirati a comportarsi in modo simile, contribuendo a creare un ambiente sociale più positivo.
Questa riflessione nasce non solo dallo studio della letteratura e dall’analisi delle piattaforme social, ma anche dall’esperienza maturata nel corso di circa vent’anni di attività di prevenzione svolta nelle scuole e nei contesti territoriali giovanili. Nel tempo ho avuto modo di osservare come cambiano i modelli di riferimento degli adolescenti e come questi influenzino linguaggi, atteggiamenti e comportamenti all’interno dei gruppi di pari.
Se in passato molti ragazzi prendevano come riferimento figure provenienti dal mondo dello sport, della televisione o dello spettacolo, oggi si osserva sempre più spesso l’influenza di personaggi che acquisiscono visibilità attraverso i social media, in particolare su piattaforme come TikTok.
Questo cambiamento non riguarda soltanto i modelli di riferimento, ma anche il modo in cui i comportamenti si diffondono tra i giovani. Ciò che nasce o diventa virale online viene spesso ripreso, commentato e talvolta imitato nei contesti reali, entrando a far parte delle dinamiche dei gruppi di pari.
L’emulazione online influenza in maniera significativa i comportamenti sociali e psicologici dei giovani, generando sia effetti positivi sia rischi potenziali. Tra i vari studi ritengo sia utile poter far riferimento a due in articolar modo.
Lo studio di Sari (2025), condotto su 120 adolescenti a Kendari City (Indonesia), evidenzia che l’emulazione digitale sui contenuti di TikTok può condizionare atteggiamenti e relazioni tra pari. Il 42% degli adolescenti percepisce un aumento di autostima grazie alla produzione creativa di contenuti, mentre il 32% sperimenta pressione a conformarsi ai trend e alle challenge, e il 12% riferisce confronti sociali negativi. L’algoritmo della piattaforma agisce da catalizzatore, promuovendo la diffusione di trend e norme sociali, fenomeno definito algorithmic conformity. Le interazioni offline risultano meno frequenti rispetto a quelle online: il 60% discute regolarmente trend e challenge, mentre solo il 28% riferisce un rafforzamento delle relazioni faccia a faccia. In sintesi, questo studio mostra come l’emulazione possa stimolare creatività e engagement, ma al contempo incrementare ansia sociale e pressione dei pari (Sari, 2025).
In linea con questi risultati, la ricerca longitudinale di Casale, Ghinassi e Elhai (2025) su 216 studenti universitari italiani tra i 18 e i 33 anni mostra che un uso problematico di Instagram e TikTok predice un aumento della dissociazione corporea e dell’assorbimento immaginativo nel tempo. L’imitazione di stili di vita e immagini curate online riduce gradualmente la consapevolezza delle proprie sensazioni corporee e favorisce un distacco dall’esperienza fisica, evidenziando un ulteriore esempio di come l’emulazione digitale possa influenzare la percezione di sé e il benessere psicologico (Casale, Ghinassi & Elhai, 2025).
Questi studi dimostrano che l’emulazione online ha un doppio impatto: favorisce creatività, espressione e interazione tra pari, ma può anche generare pressione sociale, confronti negativi, distacco corporeo e rischi psicologici, fornendo così una base empirica solida per comprendere le dinamiche di influenza e imitazione sui social media.
Riferimenti bibliografici
Sari, D. F. K. (2025). The Influence of TikTok Social Media on Adolescent Social Behavior in the Digital Era: A Case Study in Kendari City. Sinergi International Journal of Communication Sciences, 3(2). https://www.researchgate.net/publication/394125128_The_Influence_of_TikTok_Social_Media_on_Adolescent_Social_Behavior_in_the_Digital_Era_A_Case_Study_in_Kendari_City
Casale, S., Ghinassi, S., & Elhai, J. D. (2025). A 2‑wave study on the associations between dissociative experiences, maladaptive daydreaming, bodily dissociation, and problematic social media use. Journal of Behavioral Addictions, 14(3), 1419–1428. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12486296/?utm_source=chatgpt.com
Implicazioni Psicologiche: gli effetti psicologici dell’emulazione e della manipolazione, come l’autostima, l’ansia sociale e la pressione dei pari.
L’uso dei social media, in particolare di piattaforme visive come TikTok e Instagram, incide in modo sempre più evidente sul benessere psicologico di adolescenti e giovani adulti. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di ambienti che influenzano l’autostima, l’ansia sociale, la percezione del proprio corpo e il modo di relazionarsi con gli altri.
Lo studio di Sari (2025) mostra bene questa ambivalenza. Da un lato, il 42% dei partecipanti riferisce un aumento dell’autostima legato alla possibilità di esprimersi e creare contenuti; dall’altro, emergono anche aspetti più critici: il 32% dichiara di sentirsi spinto a conformarsi a challenge e trend, mentre il 12% segnala esperienze di confronto sociale negativo. Questo dato evidenzia come l’emulazione online non sia neutra, ma possa generare sia coinvolgimento positivo sia forme di pressione.
In questo processo, l’algoritmo di TikTok gioca un ruolo centrale. Non si limita a proporre contenuti, ma contribuisce a rendere alcuni modelli più visibili di altri, rafforzando comportamenti e aspettative condivise. Lo stesso studio sottolinea inoltre come le interazioni offline tendano a ridursi rispetto a quelle online, segnalando un cambiamento nelle modalità di relazione tra pari (Sari, 2025).
Un ulteriore elemento di riflessione emerge dalla ricerca di Serena Casale, Ghinassi ed Elhai (2025), condotta su studenti universitari italiani. Gli autori evidenziano come un uso problematico dei social media sia associato a fenomeni di dissociazione corporea e a un maggiore assorbimento immaginativo. In altre parole, l’esposizione continua a immagini e stili di vita idealizzati, spesso imitati, può portare a una progressiva distanza dalle proprie sensazioni fisiche e dalla percezione autentica di sé.
Anche la review sistematica di Conte et al. (2025), che analizza 20 studi su oltre 17.000 adolescenti in diversi Paesi, conferma questa doppia dimensione. TikTok può favorire creatività e senso di connessione, ma allo stesso tempo è associato a una riduzione della soddisfazione di vita, alla diffusione di sintomi psicologici e a forme di utilizzo problematico. Gli autori sottolineano come queste dinamiche siano particolarmente rilevanti in adolescenza, una fase già caratterizzata da fragilità e costruzione identitaria.
Nel complesso, le ricerche convergono su un punto: l’emulazione digitale ha effetti concreti sul piano psicologico. Può rafforzare l’autostima e la partecipazione sociale, ma può anche alimentare ansia, confronto costante con gli altri, senso di inadeguatezza e distacco dalla propria dimensione corporea.
Per questo motivo diventa fondamentale lavorare sulla prevenzione e sull’educazione all’uso consapevole dei social, aiutando i giovani a sviluppare uno sguardo più critico rispetto ai modelli che incontrano online e agli effetti che questi possono avere sul loro benessere.
Riferimenti bibliografici
Sari, D. F. K. (2025). The Influence of TikTok Social Media on Adolescent Social Behavior in the Digital Era: A Case Study in Kendari City. Sinergi International Journal of Communication Sciences, 3(2). https://www.researchgate.net/publication/394125128_The_Influence_of_TikTok_Social_Media_on_Adolescent_Social_Behavior_in_the_Digital_Era_A_Case_Study_in_Kendari_City
Casale, S., Ghinassi, S., & Elhai, J. D. (2025). A 2‑wave study on the associations between dissociative experiences, maladaptive daydreaming, bodily dissociation, and problematic social media use. Journal of BehavioralAddictions,14(3),1419–1428. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12486296/?utm_source=chatgpt.com
Conte, G., Di Iorio, G., Esposito, D., Romano, S., Panvino, F., Maggi, S., Altomonte, B., Casini, M. P., Ferrara, M., & Terrinoni, A. (2025). Scrolling through adolescence: a systematic review of the impact of TikTok on adolescent mental health. European Child & Adolescent Psychiatry.
https://doi.org/10.1007/s00787-024-02581-w
Strategie di Consapevolezza: suggerimenti educativi/ comportamentali su come le persone possono diventare più consapevoli delle influenze social e proteggere il loro benessere.
Le strategie di prevenzione devono lavorare su più livelli, da un lato è necessario sviluppare una maggiore capacità di lettura dei contenuti, aiutando a capire come funzionano gli algoritmi e perché certi video diventano virali, dall’altro, è fondamentale intervenire sulla gestione delle emozioni, perché molti comportamenti online nascono da reazioni immediate, come rabbia, frustrazione o bisogno di approvazione.
Accanto a questo, resta centrale la dimensione relazionale, cioè il modo in cui si interagisce con gli altri e si gestisce il confronto, anche quando diventa conflittuale. In concreto, diventare più consapevoli significa imparare a fermarsi prima di reagire, chiedersi perché un contenuto attira così tanto, riconoscere quando si sta entrando in una dinamica di confronto o di pressione del gruppo. Molti comportamenti online, come partecipare a una challenge o pubblicare contenuti provocatori, non nascono da una scelta pienamente consapevole, ma dal bisogno di sentirsi parte di qualcosa. In questo senso, le attività educative basate sull’esperienza risultano particolarmente utili. Simulazioni, lavori di gruppo e role-play permettono di affrontare situazioni tipiche dei social in un contesto protetto, dando la possibilità di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni. Mettersi nei panni degli altri – ad esempio di chi subisce un contenuto offensivo – aiuta a sviluppare empatia e a comprendere meglio l’impatto reale di ciò che online può sembrare solo un “gioco”.
Un’attenzione particolare va rivolta ai ragazzi più fragili, che possono essere più esposti alla pressione dei social. Impulsività, difficoltà nella gestione delle emozioni o forte bisogno di approvazione aumentano il rischio di comportamenti imitativi, soprattutto in un ambiente che offre visibilità immediata. In questi casi, lavorare sull’autocontrollo, sull’autostima e sulla capacità di tollerare la frustrazione diventa fondamentale.
La prevenzione, quindi, non si limita a evitare comportamenti a rischio, ma contribuisce a costruire benessere. Aiutare i giovani a sentirsi adeguati senza dover cercare conferme online riduce la necessità di ricorrere a comportamenti estremi per ottenere attenzione.
Un altro aspetto importante riguarda la continuità degli interventi. Percorsi strutturati nel tempo risultano più efficaci rispetto a interventi sporadici, perché permettono di consolidare competenze e consapevolezze. Allo stesso modo, è fondamentale il coinvolgimento degli adulti: scuola, famiglia e figure educative devono offrire modelli coerenti, perché i messaggi educativi risultano poco efficaci se non trovano riscontro nei comportamenti osservati.
In conclusione, sviluppare consapevolezza digitale significa dare strumenti per capire, scegliere e agire. Intervenire sui processi cognitivi, emotivi e relazionali permette di ridurre il rischio di emulazione negativa e di favorire comportamenti più equilibrati, rafforzando la capacità delle persone di orientarsi in modo autonomo nei contesti digitali.
Riferimenti bibliografici
Foucault, M. Sorvegliare e punire. Nascita della prigione, Torino, Einaudi, 1975. (Riferimento teorico sul passaggio da potere repressivo a potere disciplinare diffuso, utile per analizzare la sorveglianza digitale e l’autoregolazione dei soggetti.)
Odgers, C. L. “Smartphones Are Bad for Some Teens, Not All”, Nature, 2018. (Evidenza empirica sul tempo di utilizzo e sugli effetti degli smartphone e dei social sulla vulnerabilità adolescenziale)
Livingstone, S. Children and the Internet, Polity Press, 2009. (Riferimento per il ruolo educativo dei media digitali, prevenzione della devianza e socializzazione digitale).
Conclusione
L’osservazione condotta, supportata dagli studi citati, evidenzia come i social media non siano soltanto strumenti di comunicazione, ma ambienti in cui comportamenti, modelli e norme vengono amplificati, spesso a scapito della correttezza e della sicurezza. L’anomia digitale emerge come fenomeno trasversale: l’assenza di riferimenti normativi chiari, la costruzione di identità multiple e la sorveglianza reciproca indeboliscono il senso di responsabilità e favoriscono la normalizzazione di comportamenti devianti.
Per prevenire tali rischi è necessario sviluppare un approccio integrato che unisca media education, cittadinanza digitale e competenze emotive, promuovendo consapevolezza critica, capacità di autoregolazione e resilienza relazionale. Diventare più consapevoli significa saper leggere e interpretare i contenuti digitali, comprendere le logiche di viralità e pressione sociale, e agire in modo responsabile senza subire passivamente le influenze della rete.
Sarebbe opportuno sviluppare continui studi e monitoraggi tenendo conto di linee di sviluppo futuro quali analisi longitudinali sui comportamenti online, osservazione delle differenze culturali e territoriali, approfondimento dei meccanismi algoritmici, sperimentazione di interventi educativi esperienziali e partecipativi, indagine sulle identità multiple e anonimato digitale, con una stretta collaborazione interdisciplinare tra criminologi, pedagogisti, psicologi e sociologi.
In sintesi, promuovere un uso critico e consapevole dei social media significa trasformare i fattori di rischio in opportunità educative, rafforzare il benessere individuale e collettivo, e costruire comunità digitali responsabili, in cui l’accesso alla rete diventi uno strumento di crescita e partecipazione attiva.
IT – Pubblicazione N° 01 del 26/09/2026
The Mediterranean Journal of Surgery, Medicine and Forensic Sciences 1(2024), XX-XX
ISSN: xxxxxx
Ricevuto: 26/12/2023
Accettato: 16/01/2024
Pubblicato online il XX XXXXXX 2026
